Parco Nazionale
Bassa Engandina
(Parco Nazionale
Svizzero)

  Dati
  • Estensione: 16.887 ha
  • Localizzazione: Nella Svizzera orientale tra Zernez
    ed il confine italiano
  • Accesso: Da Zernez, Ova Spin, Buffalora;
    raggiungibile sia in treno che in autobus
  • Periodi: di visita Da metà giugno a metà ottobre;
    nella stagione invernale il Parco non è accessibile
  Caratteristiche principali

Il Parco nazionale Svizzero è uno dei primi parchi fondati in Europa (1914) ed ancora oggi uno dei meglio organizzati sia dal punto di vista tecnico che scientifico.

Si estende su un territorio esclusivamente montano, nella zona dolomitica della Bassa Engandina, comprende ambienti quali notevoli estensioni di foreste, pascoli, laghi, paesaggi rupestri, nevi perenni. La zona è strutturata in alte cime, fino a 3100 metri (Piz Pisoc 3173) e in profonde valli i cui torrenti confluiscono nel fiume Inn e quindi nel Danubio.

Geologicamente il territorio è prevalentemente costituito da rocce calcaree molto friabili e in continua disgregazione.

Il clima è di tipo continentale, secco, con scarse precipitazioni.

La presenza antropica è decisamente ridotta: non vi sono insediamenti antropici e la presenza turistica è rigidamente controllata.

Flora

Al di sotto dei 2000 metri sono scarse le foreste di latifoglie mentre sono estese quelle di conifere larici (Larix decidua), pini cembri, abeti rossi (Picea excelsa) e abeti bianchi (Abies alba); in lento decadimento le foreste di pino silvestre (Pinus sylvestre).

La flora alpina è ben rappresentata su tutto il territorio del Parco. Nell'orizzonte montano prevalgono gli arbusteti con ginepri, salici nani e rododendri (Rhododendron spp.); nell'orizzonte alpino tipiche sono la stella alpina (Leontopodium alpinum) delle praterie e il papavero alpino dei pietrischi.

Fauna

Prima della creazione del parco molti degli animali che vivevano nella zona sono stati cacciati in modo indiscriminato: la lince, l'orso, il lupo, il gipeto, il cervo, lo stambecco. Molti i tentativi di reintroduzione che sono stati operati: solo quello con la lince non ha avuto il successo sperato; oggi sono invece facilmente avvistabili cervi e camosci, oltre alle marmotte ed al capriolo.

Tra i rapaci di maggiore pregio vi sono l'aquila reale, che nidifica regolarmente nella zona, ed il gipeto, anch'esso reintrodotto negli anni ottanta. L'avifauna dei pendii rocciosi è caratterizzata dalla presenza del gracchio corallino e dei corvi imperiali; presenti anche galliformi quali il gallo cedrone, la pernice bianca, il fagiano di monte e varie specie di picchio.

Problemi ambientali

•I boschi di pino montano in via di deperimento, probabilmente a causa delle piogge acide, vengono sostituiti gradualmente da pini cembri e larici con semi trasportati dalle nocciolaie.
•I progetti di reintroduzione che interessa tutto l'arco alpino stanno mirando alla conservazione delle specie scomparse già prima della costituzione del parco.