Parco naturale
di Monfragüe

  Dati
  • Estensione: 17.852 ha
  • Localizzazione: 25 km a sud di Plascencia alla
    confluenza dei fiumi Tejo e Tiétar
  • Accesso: Da Plascencia con strade provinciali;
    alcune zone sono riserva integrale
  • Periodi di visita: Tutto l'anno, preferibilmente
    nel periodo aprile-luglio
  Caratteristiche principali

Il Parco naturale di Monfrague (17.852 ha) è situato al centro della provincia di Cáceres, alla confluenza dei fiumi Tejo e Tiétar.

Geologicamente la zona ha avuto origine nell'era Paleozoica ed oggi la conformazione è prevalentemente collinare e montuosa.

Il clima è arido e le caratteristiche del suolo associate allo sfruttamento da parte dell'uomo, hanno dato vita ad una particolare associazione vegetale tipica delle zone nord-africane detta "dehesa".

Flora

La zona collinare è ancora ricoperta dalle foreste primarie di sughero e lecci, luogo prescelto dai rapaci per nidificarvi, alternata a distese di Cistus, Lavanda e a zone di pascolo. Dove la presenza antropica è stata meno incisiva sono presenti tipiche formazioni di macchia mediterranea con corbezzolo, olivastro, lentisco, terebinto.

In primavera si possono ammirare le colorate fioriture degli asfodei, dei giacinti, del lupino, della ginestra.

Fauna

Molto ricca è la fauna, sia per numero sia per rarità di specie; qui si riproducono infatti più di duecento specie distinte di vertebrati e molte altre trovano rifugio durante la stagione invernale. I mammiferi che vivono nel parco sono cinghiali, daini, caprioli, cervi, volpi, genette, martore, manguste, lontre e soprattutto la lince pardina.

Riguardo all'avifauna, vi si trova una delle maggiori colonie di avvoltoi monaci (Aegypius monachus - una sessantina di coppie), grossi predatori attualmente in serio pericolo di estinzione. Un altro rapace molto raro è la cicogna nera che ha trovato nelle foreste del parco il sito ideale per la nidificazione. Altri rapaci presenti sono il nibbio bianco, il biancone, il capovaccaio, le aquile minori, le aquile reali, le aquile del Bonelli, gli astori.

Il parco è attraversato da una strada statale e l'accesso è consentito entro una zona limitata, al di fuori di un'area riservata alla nidificazione. Vengono condotte attività di ricerca, sebbene il parco non disponga di un sistema di raccolta di dati e non esista un ecomuseo.

Problemi ambientali

Intensa è l'attività venatoria a danno soprattutto degli ungulati.