Parco
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Dati
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| Caratteristiche
principali Il Parco nazionale di Doñana è situato nella zona sud-occidentale della Penisola Iberica, compreso tra le provincie di Huelvas e Sevilla e situato tra l'Oceano Atlantico e il fiume Guadalquivir. Istituito nel 1969 con una superficie di 37.425 ha, nel 1978, conseguentemente alla definizione di un limite più naturale, il suo territorio venne ampliato a 77.260 ha complessivi tra parco e preparco, di cui 49.225 ha vennero designati nel 1982 area umida di importanza internazionale per l'avifauna. Nell'area del parco si possono distinguere tre grandi ecosistemi, ciascuno differenziabile relativamente alle proprie variazioni interne: 1.le dune fisse o "cotos"; 2.le dune mobili (o viventi) della fascia litorale; 3.le paludi salmastre o "marismas". Come si può dedurre da queste sintetiche informazioni, ogni ecosistema è intimamente legato alla dinamica geomorfologica della regione, così come lo è la stessa storia evolutiva della zona. Durante il Pliocene la foce del Guadalquivir era assai più ampia dell'attuale e le acque dell'oceano si approfondivano nell'entroterra, mentre nel frattempo andavano accumulandosi i sedimenti fluviali sabbioso-limoso-argillosi; ma già agli inizi dell'era Quaternaria, per effetto dell'azione del nastro trasportatore litoraneo alimentato dai venti dominanti di SW, si originarono dune che gradualmente penetrarono all'interno sino ad una distanza di 25 km dalla linea di costa e si formò una lingua di sabbia che separò dal mare l'estuario del fiume, permettendo in tal modo la costituzione del sistema lagunare interno. La fauna e la flora sono rappresentate da una quantità di specie adattate ai diversi tipi di ambiente. Flora Molto caratteristica è quella adattata alle zone di duna e di landa, dove si trovano varie specie di Cistus, il piccolo fiocco di neve (Leucojum trichophyllum) e rari endemismi come l'Armeria gaditana. Relitti di foresta di querce da sughero (Quercus suber - "alcornoque") sono individuabili ai limiti delle dune stabilizzate, a testimonianza di estese foreste in passato ricoprenti vaste estensioni delle terre di Doñana. Fauna L'avifauna comprende quasi tutte le specie europee di uccelli selvatici comprese alcune rarità come l'aquila imperiale spagnola. Notevole anche la presenza di mammiferi e rettili, tra i quali da ricordare vi sono la lince, il cinghiale, il cervo ed il daino, la tartaruga, la vipera e varie specie di lucertola. Abbondanti anche le libellule. Tra gli anatidi il gobbo rugginoso. In accordo con l'alto valore paesaggistico, culturale e pedagogico degli ecosistemi presenti, il parco offre numerose ed interessanti iniziative a livello didattico. Una guida fornita dal centro Actividades de Educación Ambiental suggerisce un itinerario lungo il quale compiere attività di ricerca, osservazione e sperimentazione al fine di stabilire un rapporto diretto con le problematiche ecologiche dell'ambiente circostante. E così, un sistema di audiovisivi permette di ottenere in qualsiasi momento informazioni relative alla dinamica, alla vegetazione, alla fauna e alla storia del parco; un'area appositamente attrezzata incentiva la realizzazione di spettacoli mimici che possano ad esempio imitare l'architettura delle piante e il comportamento degli animali, ovvero stabilire un clima di silenzio, quale messaggio di educazione ambientale. Infine, una volta completato il percorso, i giovani visitatori sono invitati a realizzare una serie di scambi di pareri circa le esperienze maturate durante la loro visita. Problemi ambientali Nonostante il territorio del parco mantenga intatti gli ecosistemi un tempo dominanti su aree ben più vaste, l'enorme sviluppo turistico degli ultimi anni, la coltivazione intensiva del riso in altre parti del delta e il pericolo di inquinamento da insetticidi e fertilizzanti, nonchè il progetto di realizzazione di un'autostrada attraverso il parco fino al porto di Cadice, sono tutti fattori che minacciano seriamente il futuro dell'area. |
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