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parchi e riserve naturali |
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| Il sistema più comune adottato nei
Paesi bassi per la conservazione della natura consiste
nell'acquisto di terre per farne riserve naturali. Questo
può essere realizzato tanto da parte di enti pubblici
quanto da parte di organizzazioni private, e in tal modo
120.000 ha (il 3,5% dell'intero territorio) sono soggetti
a protezione. Tali aree, inoltre, possono godere di un
ulteriore grado di protezione stabilito in base all'Atto
di Conservazione della Natura del 1967. Mediante questa
legge, il governo può designare i cosiddetti
"monumenti naturali protetti", in maniera tale
che i proprietari di tali aree non possano in alcun modo
portare avanti iniziative di intervento sul territorio
considerate pericolose per la flora e per la fauna. In generale, si possono distinguere tre diverse categorie di aree protette: parchi nazionali, devono coprire una porzione di territorio corrispondente ad almeno 1.000 ha. In numero di tre nel 1982 (Hoge Veluwe, Kennermerduinen e Veluwe Zoom), e altri due in progetto, sono aree di elevato valore naturale; aree paesaggistiche nazionali, di almeno 10.000 ha di estensione, comprendenti non soltanto riserve naturali, ma anche insediamenti urbani e terreni agricoli; zone paesaggistiche, aventi le medesime caratteristiche delle precedenti, ma di estensione più limitata (oltre i 5.000 ha). Circa la legislazione, la principale legge è il già nominato Atto di Conservazione della Natura, mentre da un punto di vista amministrativo, a partire dal 1982 la conservazione della natura è sotto la responsabilità del Ministero dell'Agricoltura e della Pesca (Ministerie van Landbouw en Visserij). Da ricordare, a livello privato, l'Associazione per la Conservazione dei Monumenti Naturali (Vereniging tot Behoud van Natuurmonumenten), che conta oltre 250.000 iscritti e che possiede circa 50.000 ha di riserve naturali. |
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