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Dati
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| Caratteristiche
principali De Groote Peel venne dichiarato nel 1985 parco nazionale in via di sviluppo, dopo essere stato considerato una riserva naturale per più di trent'anni. Situato nella parte sudorientale dei Paesi Bassi presso Eindhoven (Provincia di Noord Brabant), il parco ha una estensione di 1.340 ha, 900 dei quali sono stati designati nel 1980 di importanza internazionale per l'avifauna, in base alla Convenzione di Ramsar del 1971. De Groote Peel e la limitrofa riserva naturale di Mariapeel sono quanto resta di una estesa torbiera originatasi all'incirca 10.000 anni fa, la quale raggiunse in passato un'estensione pari a 30.000 ha e uno spessore massimo di 6 m. A partire dal XVI secolo, quest'area iniziò ad essere intensamente sfruttata per l'estrazione della torba, attività che giunse al suo massimo sviluppo nella prima metà del secolo corrente. Soltanto tra il 1950 e il 1960 ebbe fine lo sfruttamento commerciale dell'area, la quale diventò in parte una distesa d'acqua comprendente un'ampia varietà di habitat. Vi si ritrovano, infatti, aree asciutte, umide e acquitrinose, con boschi di betulle nelle zone più aride. Flora La vegetazione non è molto sviluppata a causa della scarsa fertilità: alcune piante rare come la Molinia caerulea e l'erica si sono comunque adattate all'ambiente. Fanno comunque parte della zona ambienti diversi come brughiere e boschi, praterie e campi coltivati. Fauna Numerosi canali artificiali, che tagliano il settore più meridionale, hanno permesso la formazione di ampie distese d'acqua che, specialmente in inverno, attraggono un elevato numero di uccelli acquatici. Tra questi si ricorda la gru (Grus grus), la quale utilizza quest'area, una delle poche in tutto il territorio dei Paesi Bassi, come luogo di sosta durante la migrazione autunnale; l'oca granaiola e lombardella, l'avocetta. Tra gli uccelli nidificanti numerosissimi sono gli svassi, i tarabusi, i chiurli, le pavoncelle. Numerose specie di insetti, soprattutto odonati e lepidotteri, popolano le aree di torbiera, tanto che la libellula è stata scelta come emblema del parco. Presenti anche molti micromammiferi e molti mammiferi tra cui la puzzola, il tasso, la volpe, il capriolo e la lontra. Problemi ambientali Diversi sono i problemi di carattere ecologico che il Servizio Forestale (proprietario di 900 ha del parco e gestore dello stesso) e lo staff di ricerca si trovano a dover affrontare. La principale fonte di preoccupazione è costituita dalle attività agricole, le quali richiedono che il livello della falda freatica sia mantenuto basso. In conseguenza di ciò, le aree umide comprese nel parco vengono mantenute artificialmente nella loro condizione ottimale mediante il già nominato sistema di canali artificiali, che agisce da sistema tampone trattenendo l'acqua piovana e rialzando il livello di falda. In tal modo si favorisce la crescita degli sfagni, i quali contribuiscono direttamente alla ricostituzione dell'originario letto di torba e, pertanto, del relativo ecosistema. Altri elementi di minaccia sono l'acidificazione delle acque ad opera degli ossidi di azoto e l'eutrofizzazione delle aree di torbiera in seguito all'elevata introduzione di ammonio proveniente dalle adiacenti fattorie. Da ricordare, infine, il costante problema dell'invasione delle zone di brughiera da parte delle erbe infestanti e dei semi degli alberi, risolto con l'introduzione di un gregge di pecore, il cui numero verrà incrementato in futuro dagli attuali 300 a 900 individui. De Groote viene visitata annualmente da oltre 100.000 persone, le quali possono accedere liberamente, durante tutto l'anno, ai soli 60 ha circostanti il "centro visite"; in primavera (dal 15/3 al 15/7) e in autunno (dal 15/10 al 30/11) il parco è infatti chiuso, al fine di proteggere l'avifauna. |
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