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Dati
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| Caratteristiche
principali Texel, Vlieland, Terschelling, Ameland e Schiermonnikoog sono le cinque isole dei Paesi Bassi delimitanti al loro interno il Waddenzee e facenti parte di un esteso sistema di dune sabbiose che corrono parallele alla costa e che si estendono dall'Olanda alla Germania, giungendo sino a Esbjerg in Danimarca. Terschelling è la seconda isola per grandezza nel Waddenzee olandese e comprende tre riserve naturali: Koegelwieck (250 ha), Noordvaarder (650 ha) e Boschplaat (4.400 ha). Quest'ultima, la più estesa e la più nota, è l'unica area dei Paesi Bassi ad essere stata premiata con il Diploma del Consiglio d'Europa a Strasburgo nel 1970. Nel 1910 il Servizio Forestale Nazionale divenne proprietario e gestore di tutti gli habitat naturali di Terschelling, compresa, ovviamente, Boschplaat. Nel 1924, 2.800 ha furono commissionati dal Ministero dell'Agricoltura come Sito di bellezza naturale, successivamente portati a 4.400 ha dieci anni più tardi. Dal 1974 la riserva è sotto la tutela dell'Atto di Conservazione della Natura e dal 1980 è area umida di interesse internazionale per l'avifauna, in accordo con la Convenzione di Ramsar (1971). La storia geomorfologica di Boschplaat è assai interessante ed è strettamente connessa allo sviluppo dell'intera fascia costiera olandese. Nel XVII e XVIII secolo, il Boschplaat era una ampia bancata sabbiosa separata dall'isola di Terschelling da un braccio di mare noto come Koggediep; verso la metà del XVIII secolo, tuttavia, l'accumulo di sedimenti siltosi sui fondali di quest'ultimo portò gradualmente alla formazione di una connessione tra le due aree, che diventarono in tal modo un'unica vasta distesa sabbiosa. A partire dal 1929, l'uomo iniziò ad intervenire con opere di arginamento volte ad incentivare l'accumulo di sedimenti nelle zone sottovento, esposte verso il Waddenzee, in maniera tale da favorire l'incremento in superficie delle distese sabbiose, o, per lo meno, a limitarne l'erosione da parte delle correnti marine. A tal fine venne edificata una prima diga sabbiosa, di diversi metri di altezza, la quale tuttavia venne in breve tempo spazzata via dalle onde a causa della sua posizione errata nei confronti delle correnti prevalenti. Una seconda diga, ben più lunga della precedente e diretta ENE-WSW, all'incirca parallelamente, quindi, ai venti dominanti occidentali e sud-occidentali, fu innalzata tra il 1931 e il 1935. Inizialmente alta circa 1,40 m, raggiunse in pochi anni un'altezza media di 5 m, toccando addirittura in alcuni punti i 10-13 m. Fra il 1975 e il 1985, oltre 150 ha dell'estremo lembo nord-orientale dell'isola vennero mangiati dal mare, un processo, quest'ultimo, ancora in corso. Da questa breve cronistoria del sistema dunale di Boschplaat, si può chiaramente comprendere la complessità dei processi geomorfici responsabili del modellamento delle coste. In particolare, si potrà notare la rapidità dei fenomeni stessi, causa di variazioni di grande portata in tempi assai brevi, e la difficoltà di realizzare opere di intervento ad hoc, senza quindi correre il rischio di vedere vanificati i propri sforzi, solamente per non avere tenuto conto di fattori a prima vista apparentemente poco rilevanti ed influenti. In accordo con la diversificata morfologia del territorio, questa riserva naturale offre una grande varietà di habitat, dei quali alcuni assai rari, non soltanto nei Paesi Bassi ma in tutta l'Europa Occidentale. Flora La vegetazione comprende associazioni variabili relativamente alla distanza dal mare, alla natura del substrato e all'altitudine. Nelle zone dunali le specie tipiche sono il brugo, l'erica quattrofoglie, l'empetro nero, lo spin cervino, la ginestra pelosa, l'uva orsina, la betulla pelosa oltre a genzianelle, orchidee, ginestrella. Nelle zone raggiunte dall'acqua dolce si trovano cariceti, scirpeti; nelle zone bagnate da acque salate sono più caratteristici i salicornieti. Fauna Riguardo alla fauna, i mammiferi sono piuttosto scarsi, fatta eccezione per i conigli, i quali, in passato, costituirono un serio pericolo per la stabilità delle dune, a causa delle numerose tane scavatevi all'interno. In tempi relativamente recenti la mixomatosi ha tuttavia ridotto sensibilmente il numero di questi roditori. Molto rari sono gli avvistamenti della foca comune (Foca vitulina). Presente anche l'ermellino per la recente introduzione antropica. Al contrario, l'avifauna è ricchissima, con più di 50 specie riproducentisi nella zona. Per la sua posizione tra il Mare del Nord e il Mare di Wadden, per la ricchezza di cibo delle zone paludose e per il suo isolamento, la riserva è infatti un luogo di pastura e di riposo per l'avifauna di notevole importanza. Tra le specie da ricordare vi sono le beccacce di mare, i fischioni, i chiurli, i piovanelli pancianera e maggiori, le pittime maggiori, gabbiani reali. Altre specie nidificanti nell'isola sono la pittima reale, il falco di palude, l'albanella reale, la spatola. Problemi ambientali Per la sua localizzazione in prossimità di aree altamente industrializzate, la riserva è costantemente minacciata da seri problemi di inquinamento, sia effettivi che potenziali. A titolo di esempio, basti ricordare che negli anni sessanta il Waddenzee rimase avvelenato da ingenti quantitativi di DDT, responsabile della morte di centinaia di uccelli. Le attività di ricerca sono assai numerose e ben coordinate, in accordo, pertanto, con la complessità degli aspetti ecologici caratterizzanti la zona. Viene condotto un continuo monitoraggio della dinamica del sistema dunale e delle colonie di uccelli. A Terchelling è inoltre presente una Stazione di Ricerca Biologica. Le possibilità offerte ai visitatori sono numerose, essendo questa una zona di elevato interesse turistico. L'accesso alla riserva di Boschplaat è possibile durante tutto l'anno, sebbene vi siano alcune aree chiuse durante la stagione riproduttiva degli uccelli (dal 15/3 al 15/8). Sono presenti un centro per i visitatori, un museo di storia naturale e un acquario marino. Inoltre viene fornita ai visitatori e agli studenti delle scuole di vario grado la possibilità di partecipare a conferenze, disponendo la riserva di un'ampia collezione di materiale documentativo. Il Servizio Forestale Nazionale distribuisce una mappa con informazioni dettagliate su tutte le possibilità ricettive presenti nell'area, mentre l'Ufficio Turistico fornisce tre diversi depliant concernenti le caratteristiche naturali della riserva, la disposizione dei percorsi all'interno della stessa e avvertimenti atti a proteggere l'ambiente circostante, rispettivamente. Sempre l'Ufficio Turistico pubblica una rivista, sulla quale il Servizio Forestale scrive articoli riguardanti la natura, le attività e le possibilità ricettive della riserva, in maniera tale da mantenere costantemente aggiornata la popolazione locale sui vari aspetti economici, culturali, politici e naturali dell'area. Merita, infine, ricordare l'elevata qualità grafica delle guide pubblicate dallo Stichting V.V.V. Terschelling Studio Eke Van Mansvelt, con pregevoli fotografie e disegni a colori, illustranti la fauna e la flora locali. |
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