

|

Dal punto di vista geologico l'Italia è un paese
relativamente giovane, benchè siano presenti masse
cristalline molto antiche e residui di terreni
paleozoici, presenti soprattutto in Sardegna. All'epoca
del grande sollevamento ercinico emersero le prime catene
paleoalpine e paleocarsiche e isolati massicci in
corrispondenza della Toscana, della Calabria e della
Sardegna. Mentre si andava manifestando un'intensa
attività sismica, nell'era mesozoica si verificò un
diffuso abbassamento delle grandi masse calcaree che,
risollevatesi, avrebbero dato origine successivamente
alle Alpi e agli Appennini.
Infine, durante l'era terziaria, per effetto prevalente
di spinte tangenti dovute all'avvicinamento reciproco
degli zoccoli continentali africano, spagnolo, dinarico e
nordico, il ripiegamento di masse più antiche od
originatesi dall'accumulo marino, a livello della
preesistente Tetide, determinò la formazione delle Alpi
e degli Appennini, che conglobando più antichi massicci
si saldarono nell'attuale conformazione peninsulare. A
quel periodo risale anche una consistente attività
eruttiva, che diede origine a numerosi fenomeni di
vulcanismo.
Contemporaneamente, nelle alte regioni della catena
alpina si verificarono profonde alterazioni del sistema
climatico che diedero origine a sempre più abbondanti
precipitazioni, piovose nelle parti basse, nevose in
quelle più elevate. Ciò portò, nel corso del periodo
glaciale, a un abbassamento del livello delle nevi
perenni a cui corrispose un eccezionale ispessimento dei
nevai, specialmente alpini, con conseguente formazione di
grandiosi ghiacciai, che agirono da agente morfogenetico
di primaria importanza, dando luogo alla formazione di
tutte quelle forme che caratterizzano attualmente il
paesaggio delle nostre regioni alpine e prealpine.
Complessivamente, i sistemi montuosi e i rilievi
collinari occupano rispettivamente il 38,7% e il 39,7%
del territorio del paese, mentre le zone pianeggianti (se
si eccettua la grande regione padano-veneta) si limitano
a brevi estensioni costiere, per lo più originate dai
depositi alluvionali dei fiumi appenninici e in gran
parte recuperate all'insediamento umano attraverso
massicci lavori di bonifica: lungo il litorale tirrenico
si susseguono le pianure pisana e maremmana, l'Agro
Pontino, la pianura campana e le piane del Sele e del
Volturno; lungo l'Adriatico, il Tavoliere e la penisola
salentina, mentre nella costa ionica si aprono le piane
di Sibari e di Metaponto, in Sicilia la piana catanese e
in Sardegna il Campidano.
In origine, circa un decimo dell'intero territorio
italiano (quasi 3 milioni di ettari) consisteva di aree
umide, costituite da vastissime estensioni palustri,
stagni costieri, foreste allagate, acquitrini e lagune.
Imponenti opere di arginatura e di prosciugamento
effettuate nel corso dei secoli hanno ridotto
drasticamente questo immenso patrimonio naturale, tanto
che nel 1865 le aree umide ammontavano a circa 764.000
ha, per ridursi ulteriormente nel secolo successivo a
soli 190.000 ha.
Alcuni complessi di aree umide esistono ancora ai giorni
nostri, particolarmente lungo le coste nord-occidentali
dell'Adriatico (Lagune di Marano e Grado, Laguna di
Venezia, Delta del Po e le Valli, nelle provincie di
Ferrara e di Ravenna).
Per quanto concerne il clima, la regione italiana,
compresa nella fascia di transizione tra l'ambiente
mediterraneo e quello dell'Europa continentale e
oceanica, è caratterizzata dall'estrema varietà e
complessità delle situazioni climatiche. Il clima
dell'Italia rientra nel settore comprensivo il clima
semiarido superiore (con piovosità annuale minima di 450
mm e massima di 600 mm) e subumido (piovosità di 500-900
mm), annoverando peraltro aree estese, nelle zone
pedemontane e sui crinali alpini ed appenninici, a clima
umido (piovosità di 800-1.200 mm) o anche iperumido
(piovosità di 1.200-1.500 mm ed oltre); quanto alle
caratteristiche termiche invernali, si passa, nello
stesso ordine, dagli inverni temperati (con media delle
temperature più basse nel mese più freddo pari a 3-5
°C) a quelli freschi (media di 0-3 °C) e infine freddi
(media minore di 0°C).
Dal punto di vista geomorfologico, buona parte del
territorio italiano (essenzialmente la dorsale
appenninica e, soprattutto, l'ambiente mediterraneo)
presenta, tenendo conto della combinazione dei vari
elementi climatici, idrologici e vegetazionali, le
caratteristiche proprie di un sistema morfoclimatico
mediterraneo. |
|