rifugio faunistico
di bolgheri

  Dati
  • Estensione: 500 ha
  • Localizzazione: Comune Castagneto Carducci
  • Accesso: Dall’abitato
  • Periodo di visita: Il rifugio faunistico di Bolgheri è
    aperto dal 15/10 al 15/04 e offre percorsi e posti
    di osservazione
 
 
Caratteristiche principali


L'area è di proprietà del Marchese della Rocchetta, al quale va il merito di avere istituito nel 1963 questa riserva. Nel 1968 venne affidata al WWF. Successivamente, dal 1983 l'Oasi fu data in gestione, in accordo con la proprietà, sulla base della legge sulla caccia della Regione Toscana, da un comitato formato da proprietà, enti locali e associazioni venatorie e protezionistiche, tra cui il WWF che ne detiene la direzione tecnica. Nel 1976, l'area (562 ha) venne designata di interesse internazionale in accordo con la Convenzione di Ramsar.

L'ambiente, conforme allo schema tipico della costa tirrenica, è costituito da un litorale sabbioso di tipo dunale, delimitante nell'entroterra una palude d'acqua dolce («padule», secondo la terminologia locale). Quest'area rappresenta pertanto una immagine di quello che doveva essere l'antica Maremma, prima delle opere di bonifica e delle lottizzazioni.

Flora

Sul mare, intatta, arriva la foresta costiera, con ginepri colossali, alti più di 6 metri, pini a ombrello, filliree giganti, lentisco e mirto. Poco addietro gli stagni retrodunali, circondati dalla foresta igrofila: frassini, olmi, farnie, con i pedali immersi nell'acqua stagnante, e ricchi di buchi in cui nidificano i picchi. Oltre lo stagno: canneti, prati allagati, gruppi di alberi.

Fauna

L'avifauna è assai ricca, grazie al considerevole aumento del numero di individui in seguito alla creazione della riserva stessa. Quest'area umida è il punto più meridionale in Italia per la riproduzione della pavoncella (Vanellus vanellus), che qui ha iniziato a nidificare negli ultimi anni. Durante i mesi invernali colpiscono i nugoli di storni (Sturnus vulgaris) e di colombacci (Columba palumbus). Tra i rapaci, merita ricordare l'aquila anatraia minore (Aquila pomarina), assai rara in Italia. Tra i mammiferi si ricorda l’istrice, il tasso e la lontra (Lutra lutra), talora osservata nella riserva anche se la sua presenza odierna è da ritenersi dubbia.