Parco nazionale
del gran sasso
e monti della laga

  Dati
  • Estensione: 85.678 ha
  • Localizzazione: Tra Abruzzo, Lazio e
    Marche, attorno al massiccio del Gran Sasso
    e ai Monti della Laga
  • Accesso: Da L’Aquila e da Assergi per quanto
    riguarda il Gran Sasso e da Rieti e L’Aquila
    per i monti della Laga
  • Periodo di visita: Tutto l’anno
  Caratteristiche principali

Il massiccio del Gran Sasso è disposto in senso est-ovest per circa quaranta chilometri dando la possibilità di poter vedere contemporaneamente nelle giornate terse sia il mare Tirreno che quello Adriatico, mentre i monti della Laga sono una catena montuosa lunga una trentina di chilometri con diverse cime oltre i 2400 m. Sul Gran Sasso è presente il ghiacciaio più meridionale d’Europa relitto delle glaciazioni che hanno profondamente modellato la zona.

I monti della Laga sono invece intervallati da valli dal tipico aspetto ad "U" e da profondi canyon, prodotti entrambi dell’erosione fluviale.

Flora

L’aspetto più caratteristico delle zone di alta quota è la presenza di numerose specie appartenenti alla flora appennica e da numerosi endemismi. La vegetazione arborea è costituita, alle quote più elevate dal faggio (Fagus sylvatica) e dal castagno (Castanea sativa) alle quote inferiori. Particolarmente interessanti e ben conservati i boschi dei Monti della Laga dove è presente il cerro (Quercus cerris) sul versante laziale e l’abete bianco (Abies alba) sul versante abruzzese.

Fauna

Tra gli ungulati è presente solo il capriolo (Capreolus capreolus) e qualche capo di camoscio d’Abruzzo (Rupicapra rupicapra ornata) introdotto negli ultimi anni; gli altri mammiferi presenti sono la lepre (Lepus capensis) e il gatto selvatico (Felis silvestris).Tra gli uccelli significativa la presenza dell’aquila reale (Aquila chrysaetos), del faco pellegrino ( Falco peregrinus) e della poiana (Buteo buteo) oltre che di numerose specie montane come il picchio muraiolo (Tichodroma muraria), il sordone (Prunella collaris) e il fringuello alpino (Montifrigilla nivalis).

Problemi ambientali

Queste montagne sono state soggette negli ultimi anni ad una intensa pressione antropica e venatoria al punto che molte delle specie presenti nelle aree limitrofe al parco risultavano assenti entro i confini del parco. Per ricreare i popolamenti originari sono stati avviati da alcuni anni dei progetti per la reintroduzione di specie scomparse come il camoscio d’Abruzzo.