Parco nazionale
del circeo

  Dati
  • Estensione: 8.300 ha
  • Localizzazione: Lungo la costa laziale meridionale
  • Accesso: Da Sabaudia
  • Periodo di visita: Tutto l’anno
  Caratteristiche principali

Localizzato in provincia di Latina (Lazio) e istituito nel 1934, ha un'area di 8.300 ha, ed è di conseguenza il più piccolo per estensione delle aree protette considerate; contiene la cosiddetta Foresta Demaniale del Circeo (situata presso il lago di Sabaudia), inclusa nel 1977 dall'Unesco nel progetto "Mare e Biosfera". Nel 1976, i quattro laghi costieri retrodunali (laghi pontini) di Fogliano (395 ha), dei Monaci (94 ha), di Caprolace (229 ha) e di Paola o Sabaudia (1.475 ha) vennero dichiarati aree umide di importanza internazionale per l'avifauna.

Il parco del Circeo offre una moltitudine di habitat, più o meno direttamente interessati dall'intervento antropico a partire dagli anni trenta.

Le bonifiche degli anni trenta trasformarono radicalmente uno dei più bei panorami che l'Italia presenti: vennero infatti dissodati 49.000 ha e furono completamente distrutti 21.000 ha di bosco e di macchia; realizzando 2.665 chilometri di canali collettori, 15.000 chilometri di scoline, 21 impianti idrovori, 1.562 chilometri di strade e 10 milioni di metri cubi di colmate. Fortunatamente l'Azienda di Stato per le Foreste Demaniali riuscì ad intervenire, nel 1933, acquistando dal comune di Terracina 3.260 ha di foresta, sottraendoli in tal modo al diboscamento e all'appoderamento. Questo lembo di foresta superstite, assieme al promontorio del monte Circeo e al lago di Paola (successivamente rinominato lago di Sabaudia, conseguentemente alla costruzione della omonima cittadina), vennero comprese, nel 1934, nel parco nazionale, la cui estensione fu successivamente ampliata nel 1976, con l'annessione degli altri tre laghi pontini. Nel 1979, infine, l'isola di Zannone (103 ha), facente parte delle isole pontine (Ponza, Palmarola, Ventotene e S. Stefano), venne anch'essa inclusa nel parco.

Geograficamente, l'area protetta inizia a nord con il lago di Fogliano, seguito in ordine, da NW a SE, dai laghi dei Monaci, di Caprolace e di Sabaudia. Il promontorio del monte Circeo si erge nella parte più meridionale, mentre nell'entroterra si estende la selva del Circeo. L'altitudine è compresa dal livello medio marino sino ai 541 m del monte Circeo, oltre al quale si riconoscono altre punte, come il Semaforo (448 m), Le Crocette (352 m) e la punta di Paola (475 m). L'isola di Zannone non supera invece i 194 m di altezza.

La geologia del luogo è assai interessante, potendosi riconoscere due aspetti nettamente distinti: quello delle dune costiere e quello del massiccio calcareo. Le prime sono di costituzione relativamente recente, risalendo all'Olocene, e possono venire suddivise in due zone: una strettamente litoranea, formata da sabbie giallo-grigie, costituite soprattutto da quarzo e feldspati, con il 15% circa in carbonato di calcio; una seconda più interna, formata da sabbie più antiche giallo-rosse, con incrostazioni profonde di minerali di ferro e di manganese, che ne riducono la permeabilità, permettendo in tal modo, durante la stagione piovosa, la formazione di raccolte d'acqua dolce dette localmente "piscine". Il promontorio del Circeo è invece un massiccio calcareo-dolomitico del Mesozoico formatosi per sedimentazione in una zona non ben definita dell'attuale Tirreno e successivamente scorso su strati di flysch, per circa 200 chilometri, fino ad occupare la posizione attuale. La roccia è interessata da fenomeni carsici, con formazione di grotte e altre strutture caratteristiche. L'isola di Zannone, come le altre isole dell'arcipelago pontino, è in gran parte di origine vulcanica, ed è costituita, per la precisione, da un misto di rocce calcaree e ignee, rappresentando la prosecuzione occidentale dei Campi Flegrei .

Geomorfologicamente, le dune costiere si sono sviluppate per trasporto lungocosta della sabbia da parte delle correnti litoranee. I cordoni litoranei così generatisi hanno quindi chiuso preesistenti insenature separando del tutto o in parte dal mare aperto gli specchi d'acqua, con conseguente formazione di laghi costieri.

Il clima è mediterraneo, con inverno fresco e piovoso ed estate calda e asciutta. L'area costiera riceve mediamente dagli 850 ai 937 mm di pioggia all'anno, distribuiti in un numero variabile da 82 a 102 giorni piovosi. La temperatura media annuale è di 15,5 °C.

Flora

Nel parco si possono distinguere le seguenti associazioni vegetali:

•vegetazione alofila pioniera, diffusa sulle dune, e macchia mediterranea nella parte retrodunale protetta;
•foresta mesofila di pianura;
•foresta termofila con alta e bassa macchia mediterranea, gariga, associazioni vegetali rupestri e vegetazione pioniera di scogliera, diffuse sul promontorio del Circeo e sull'isola di Zannone;
•vegetazione delle zone umide e dei pascoli.

Figurano inoltre diverse piante introdotte, tra cui alcune specie di eucalipti. Fra le numerose specie vegetali presenti nell'area in esame, merita essere ricordata la palma nana o cefaglione (Chamaerops humilis) l'unica specie della famiglia delle Palmae presente in Italia. Allo stato spontaneo è nota solo per Populonia, Castiglione della Pescaia, l'Argentario, il Circeo, divenendo più abbondante verso sud, tanto da essere comune in Sicilia e in Sardegna.

Fauna

La fauna è, al pari della vegetazione, assai ricca. Diversi sono i mammiferi, tra cui il daino (Dama dama) e il muflone (Ovis musimon) sono stati introdotti rispettivamente negli anni cinquanta e venti (il secondo, in particolare, nell'isola di Zannone). L'avifauna comprende numerosi uccelli svernanti e migratori, ammontanti ad oltre 220 specie. Rettili, pesci e numerosissimi invertebrati concludono l'ampio panorama faunistico.

Principali problemi ambientali

•Dall'anno della sua istituzione il parco del Circeo ha subito rilevanti modificazioni ecologiche, conseguenti all'azione antropica qui esplicatasi in maniera differente ed articolata. Nel parco vivono circa 8.000 persone, localizzate essenzialmente nel centro di Sabaudia, sulla riva nord-orientale del lago omonimo. Le acque di scarico provenienti da questa località hanno peggiorato sensibilmente la qualità delle acque dell'adiacente lago, dal momento che l'accumulo di sostanza organica provoca gravi condizioni di carenza di ossigeno che, in occasione di forti venti, causano il ribollimento delle acque.
•Un sistema di strade asfaltate è stato realizzato a livello della zona costiera, non soltanto al di qua dei laghi (strada litoranea) ma anche sulla duna litoranea stessa (strada lungomare), attraversata, soprattutto durante la stagione estiva, dalle automobili dei turisti i quali, a migliaia, affollano la zona. La pressione turistica è qui infatti molto alta, tanto da minacciare seriamente il delicato equilibrio dell'ecosistema.