riserva naturale
le cesine

  Dati
  • Estensione: 620 ha
  • Localizzazione: Nel comune di Vernole
    in provincia di Lecce
  • Accesso:Tra S.Cataldo e S.Foca
  • Periodo di visita:Dal 1 ottobre al 30 aprile
  Caratteristiche principali

Nel Salento, la penisola che si protende a sud dell'istmo Taranto-Brindisi tra l'Adriatico e lo Ionio, la costa pugliese conserva ancora, nei piccoli stagni costieri detti «delle Cesine», un ambiente ideale per la fauna acquatica e soprattutto per gli uccelli migratori. Dal 1977 è zona umida di importanza internazionale (620 ha); l'anno successivo (1978) venne dichiarata Oasi di protezione e, infine, nel 1980 riserva naturale di ripopolamento animale. Di proprietà dell'Ente Regionale Sviluppo Agricolo Pugliese (ERSAP) e di alcuni privati, è dal 1979 affidata in gestione al WWF, sulla base di un accordo con il già nominato ente. In questo stesso anno, inoltre, la valorizzazione naturalistica dell'area trovò un ulteriore incentivo con l'apposizione del divieto di caccia.

Le Cesine costituisce senza dubbio la più importante zona umida del Salento, territorio, questo, dalla vegetazione oramai degradata a seguito delle estese opere di bonifica e del conseguente intensivo sfruttamento agricolo. Residuo delle antiche paludi litoranee brindisine, l'area in esame comprende due stagni retrodunali, Salapi e Pantano Grande rispettivamente, alimentati in prevalenza da acque meteoriche e da falde sotterranee che si insinuano nel tavolato calcareo. La palude del Pantano Grande è, in particolare, alimentata da un canale di acqua dolce che entra in corrispondenza del margine settentrionale della riserva. I due stagni sono delimitati dal mare da una duna lunga circa sei chilometri, rimasta completamente allo stato naturale.

Flora

Gli habitat che caratterizzano quest'area sono piuttosto diversificati, comprendendo terreni paludosi, zone boschive, pozze d'acqua dolce e dune sabbiose. Come conseguenza, anche la vegetazione è assai diversificata. La macchia mediterranea domina un po' ovunque e sulla duna litoranea questa compatta massa vegetale riveste un ruolo di primaria importanza come barriera contro i venti marini ricchi di salsedine, proteggendo le coltivazioni agricole dell'entroterra. Diverse le specie arboree qui presenti, soprattutto come risultato di opere di rimboschimento compiute dal Servizio Forestale. Fra le 320 specie vegetali qui presenti, numerose delle quali rare e localizzate, si ricordano alcune orchidacee, come l'ofride di Bertoloni (Ophrys Bertolonii) e l'ofride dei Fuchi (Ophrys fuciflora). Nelle zone palustri dominano i canneti.

Fauna

I due laghi di Salapi e del Pantano Grande sono situati in una posizione geografica strategica per la sosta dei moltissimi uccelli acquatici che seguono la rotta migratoria della costa adriatica. Più di 10.000 individui sono stati contati nell'area della riserva, con diverse specie di uccelli migratori e svernanti come i falchi pescatori o specie rare come la cicogna nera. Diversi anfibi e rettili, tra cui il colubro leopardino (Elaphe situla) popolano le acque e le coste delle paludi, assieme ad una considerevole fauna ittica.

Problemi ambientali

Fra le opere di intervento sul paesaggio si ricordano le già menzionate attività di rimboschimento, volte essenzialmente al consolidamento della duna litoranea ed alla protezione dell'intero territorio dai processi erosivi.