rifugio faunistico
del bosco di palo

  Dati
  • Estensione:120 ha
  • Localizzazione: Lungo la costa laziale a Marina di S.Nicola
  • Accesso: Dal Km 36 dell’Aurelia
  • Periodo di visita: Il rifugio è aperto al pubblico
    dal 1 settembre al 31 maggio
  Caratteristiche principali

Creato nel 1980, con l'intento di salvaguardare un brandello della grande foresta che in passato ricopriva la costa tirrenica dalla foce del Tevere fino a S. Marinella. L'area protetta è localizzata tra Marina di S. Nicola e Ladispoli ed è di proprietà della famiglia degli Odescalchi, la quale, dal 1639, possiede il castello qui presente, originariamente edificato per gli Orsini. Il WWF, in accordo con i proprietari, garantisce la conservazione dell'area, incentivando le visite da parte del pubblico interessato.

Geologicamente, il substrato prevalente è costituito dalla «panchina», tipico deposito quaternario formato dall'accumulo di resti scheletrici carbonatici di molluschi. Per alterazione di questo basamento calcareo si è formata terra rossa, mentre uno strato argilloso alluvionale rende impermeabile il terreno, permettendo in tal modo la formazione, durante la stagione piovosa, di pozze d'acqua dolce dette localmente «piscine».

Flora

La vegetazione comprende piante acquatiche, localizzate a livello delle raccolte di acqua dolce, ed alcune essenze arboree, tipiche della macchia mediterranea, nelle zone boscose. Nel parco del castello medioevale degli Odescalchi sono presenti numerose piante esotiche. Diverse sono le specie di orchidacee, per le quali è stato allestito un orto botanico, e di funghi, che crescono abbondanti tra le ceppaie e nel sottobosco.

Fauna

In virtù della sua posizione geografica, Palo è interessata dal passaggio di un elevato numero di specie di uccelli migratori (oltre 200), al punto che nell'area è stato allestito un centro di inanellamento dalla Stazione Romana per l'Osservazione e la Protezione degli Uccelli. Sono soprattutto i passeriformi che vengono inanellati.

Presenti numerosi mammiferi tipici di questo litorale come l’istrice, faine, volpi e puzzole.

Problemi ambientali

Nei decenni passati, prima della istituzione dell'oasi faunistica, il territorio di Palo fu interessato da una intensa attività di bracconaggio, che portò alla scomparsa del daino (Dama dama), il quale in passato, per l'abbondanza degli individui, creò seri danni alla vegetazione. Neanche il tratto di mare prospicente quest'area protetta è stato risparmiato dall'intervento dell'uomo: le colonie di corallo rosso sono infatti praticamente scomparse a causa delle razzie compiute dai subacquei.