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Dati
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Caratteristiche principali L'Area protetta di Myvatn og Laxá venne istituita nel 1974 dal governo islandese tramite uno speciale Atto del Parlamento, a seguito di accese polemiche da parte degli ambientalisti, scatenate dal progetto di costruzione di una centrale idroelettrica che avrebbe trasformato il lago in un bacino idrico sfruttabile economicamente. L'area in questione interessa una superficie di 440.000 ha, di cui 20.000 ha costituiscono una delle due zone umide di importanza internazionale riconosciute nel paese (la seconda, di 37.500 ha, è quella di Thjórsáver). La parte naturalisticamente più interessante del parco è quella attorno al lago di Myvatn, uno dei più grandi dell'Islanda, geograficamente suddiviso in due porzioni fra loro idrologicamente quasi indipendenti: Ytriflói e Syriflói. Alimentato da sorgenti calde e fredde situate sulla sponda orientale e, in misura più limitata, dai torrenti Kráká e Laxá, confluenti sul lato sud-occidentale, questo lago ha una profondità media di soli 2,5 m, raggiungendo nel punto più profondo i 4,5 m. Flora La flora della presente area protetta è piuttosto ricca e varia; caratteristiche le piante acquatiche e le alghe blu-verdi, queste ultime responsabili del colore opaco delle acque del lago durante i periodi di fioritura estiva. Fauna Le sue acque basse favoriscono la proliferazione di sciami di chironomidi (da cui il lago prende il nome) e di simuliidi, che durante la stagione estiva brulicano lungo le rive. Questi insetti, che si nutrono delle cianoficee presenti nelle acque, rappresentano un importante anello della catena alimentare terminante con la trota, il salmerino e le anatre selvatiche. Tra queste ultime, il quattrocchi islandico (Bucefala islandica) rappresenta qui l'intera popolazione europea con circa 500 coppie, mentre un centinaio di coppie di morette arlecchine (Histrionicus histrionicus) nidificano lungo il fiume Laxá (si ricordi a tale proposito che l'Islanda è l'unico paese europeo dove si riproduce questa specie). Il lago ospita numerosissime altre specie nidificanti, tra le quali lo svasso cornuto, la strolaga maggiore e minore, il falaropo beccosottile, gli smerghi, i moriglioni e molte altre specie di anatidi. Restando in tema di avifauna, vale la pena ricordare che oltre alle numerose specie tuttora viventi esclusive o quasi di questa regione, nella piccola isola di Eldey, famosa per il grande numero di sule d'Islanda che vi nidificano, si estinse, attorno al 1844-46, l'alca impenne (Alca impennis), che in tempi storici era distribuita abbondantemente nelle isole dell'Atlantico settentrionale. Sterminato dagli antichi navigatori che sbarcavano sulle isole per costituire le scorte delle cambuse, questo pinguino gigante (raggiungeva i 76 cm di lunghezza) popolava nel Pleistocene alcune zone dell'Italia meridionale e di Gibilterra. |
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