Parco naturale
regionale della Brière

  Dati
  • Estensione: 40.000 ha
  • Localizzazione: A nord tra gli estuari della Loira
    e della Vilaine
  • AccessoDa Saint-Nazaire
  • Periodi di visita: La riserva è aperta tutto l'anno,
    tranne che durante il periodo della riproduzione.
    Il periodo migliore è tra maggio e luglio
  Caratteristiche principali

Creato nel 1970, il parco è una istituzione indipendente gestita da un Syndacat (associazione) composta dai 16 comuni membri, dalla città di Nantes e dal Dipartimento della Loire-Atlantique. Il bacino della Grande Brière, una delle più vaste aree di paludi e lagune del territorio francese, si formò nel Terziario in seguito a movimenti tettonici che provocarono lo sprofondamento delle rocce sottostanti. Per milioni di anni il mare è penetrato più volte nel bacino depositandovi sedimenti; circa undici milioni di anni fa, infine, un banco litoraneo isolò il bacino stesso dal mare aperto. La Brière può considerarsi a ragione una delle più vaste aree di vita selvaggia dell'Europa: le sue zone palustri, i suoi canneti e le estese brughiere sostentano infatti un ricco patrimonio animale e vegetale.

Flora

Attorno alla palude della Grande Brier è possibile osservare le principali essenze vegetali caratteristiche. Tra le più interessanti la viola palustre e moltissime orchidee acquatiche.

Fauna

Il parco è considerato una delle aree francesi maggiormente importanti per lo svernamento degli uccelli acquatici; nel periodo estivo l'area è popolata dalle specie migratrici che trovano in questa zona l'habitat ideale per la riproduzione. Tra queste specie vi sono l'airone rosso e il cavalliere d'Italia che qui si trovano al limite nord del loro areale riproduttivo.

Tra i mammiferi la lontra presente lungo i canali e nelle acque della palude è la specie più caratteristica.

Problemi ambientali

La finalità principale del parco è la salvaguardia delle paludi e delle aree salmastre. A tale scopo ogni anno vengono condotte numerose opere d'intervento per il mantenimento delle stesse. Le ricerche mirano ad una maggiore conoscenza della fauna e della flora locali, e soprattutto dell'ittiofauna.